Il Comune di Genova ha recepito l’ok della Conferenza dei servizi per il nuovo Ferraris, ora la candidatura a Euro 2032 poi le prossime tappe per i lavori. Le società dovranno garantire i finanziamenti
Il progetto del nuovo Luigi Ferraris, presentato congiuntamente da Sampdoria e Genoa e formulato dallo studio Penaranda, è di interesse pubblico. Lo ha confermato la Conferenza dei Servizi decisoria che si è svolta da metà maggio al 16 luglio, la seconda nello specifico per l’impianto sportivo principale della Liguria. Si tratta di uno step importante per l’ammodernamento dello stadio, che secondo il disegno (qui presentato nel dettaglio) dovrebbe diventare di categoria Uefa 4 e in grado di ospitare le gare di Euro 2032, se venisse scelto.
La procedura andava terminata entro il 31 luglio proprio perché il Ferraris potesse essere candidato a diventare uno dei 5 stadi da scegliere per gli Europei in Italia che si giocheranno fra 6 anni. E in effetti, dopo l’ok della Conferenza dei Servizi, anche la sindaca Silvia Salis e la sua giunta hanno dato parere positivo al pubblico interesse del nuovo Ferraris.
Così in queste ore il Comune sta provvedendo a inviare il progetto a Roma, di modo che lo stadio di Genova sia ufficialmente tra gli stadi che la Federazione può scegliere. La Figc e il Commissario Michele Uva avranno tempo fino a ottobre per inoltrare alla Uefa il dossier con i 5 impianti selezionati in vista di Euro 2032. Nel frattempo l’iter burocratico potrà andare avanti fra Tursi e le sedi di Sampdoria e Genoa, che partecipano equamente alla Genova Stadium Srl, la società che farà da veicolo per i lavori allo stadio.
Nuovo Luigi Ferraris, le tappe e le date dei prossimi step

Nuovo Luigi Ferraris, garanzia dei finanziamenti, inizio lavori e candidatura a Euro 2032: tappe e date per il restyling dello stadio
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Da parte del Comune, a settembre il Consiglio dovrà esprimersi sulla sdemanializzazione di alcune porzioni di territorio interessate dal progetto approvato. E quindi sulla loro acquisizione da parte di Palazzo Tursi. Ma soprattutto l’aula dovrà dare il suo parere sulla concessione del diritto di superficie, uno dei temi più dibattuti della diatriba vendita/concessione del Ferraris.
La giunta Salis ha sempre preteso che lo stadio resti pubblico e il progetto attuale, in effetti, prevede che le società investano ottenendo in cambio una concessione a 99 anni, di cui 50 senza pagamento del canone. Ma a settembre il Comune dovrà stabilire definitivamente come attuare la concessione del diritto di superficie. Silvia Salis, in proposito, ha detto che
Lo stadio Luigi Ferraris non sarà venduto ai privati e la sua riqualificazione non comporterà investimenti finanziari diretti a carico delle casse comunali. Non sarà uno spazio vissuto solo una volta alla settimana per il calcio, ma un motore di rigenerazione quotidiana per il quartiere di Marassi, arricchito dal recupero funzionale di Villa Musso-Piantelli per attività culturali, museali e ricreative
Nel frattempo il prossimo autunno Tursi metterà a gara pubblica il Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE), il Piano economico-finanziario (PEF) e lo schema di Convenzione approvati per traguardare l’aggiudicazione degli interventi entro fine marzo 2027 e rispettare la conclusione dei lavori entro fine marzo 2031.
Ciò significa intanto che entro marzo dell’anno prossimo si saprà chi farà i lavori, che secondo i piani dovrebbero partire a maggio 2027 e finire in meno di 4 anni (qui le tempistiche previste). Poi questo vuole anche dire che, seppure il progetto l’abbiano presentato Sampdoria e Genoa con l’architetto Hembert Penaranda, qualcuno può bussare alla porta con un’offerta migliore e partecipare alla gara pubblica. Seppure la Genova Stadium Srl, in quanto promotrice del progetto, dovrebbe avere una sorta di prelazione.
Il Comune vuole garanzie dagli investitori
A proposito delle società, il Comune ha anche precisato che entro il 15 settembre, inoltre, la società Genova Stadium dovrà trasmettere all’amministrazione gli impegni vincolanti assunti dai finanziatori del restyling per attestare la definitiva disponibilità delle risorse necessarie alla realizzazione dei lavori.
Al momento questi impegni risultano documentati attraverso lettere di supporto. Già a suo tempo, nella commissione monotematica in Comune dello scorso aprile, Alberto Bosco (direttore non esecutivo della Sampdoria) aveva parlato di investitori esterni ai club pronti a supportare l’ammodernamento del Luigi Ferraris.



