La panchina dell’Italia è stata riaffidata a Roberto Mancini che ha ammesso l’errore ma ora ha un grande obiettivo
L’Italia riparte da Roberto Mancini. Il ritorno dell’allenatore jesino sulla panchina azzurra è finalmente realtà. Dopo aver lasciato la Nazionale per accettare la ricca offerta dell’Arabia Saudita, una scelta che aveva fatto storcere il naso a moltissimi tifosi italiani, Mancini è stato presentato ufficialmente da Giovanni Malagò come nuovo commissario tecnico.
Nel corso della presentazione, Roberto Mancini non si è nascosto e ha ammesso senza troppi giri di parole di aver commesso un errore lasciando la panchina della Nazionale italiana. Il commissario tecnico ha utilizzato una metafora molto forte per spiegare il proprio stato d’animo, paragonando quell’addio alla perdita della donna della propria vita, parole che testimoniano tutto il rammarico per una scelta che continua a far discutere.
Ho sbagliato e mi dispiace. La sorte mi dà la possibilità di rifarmi: è come quando perdi la donna della tua vita.
Panchina Italia, Roberto Mancini prova a riprendersi i tifosi
Panchina Italia, Roberto Mancini: ho commesso un errore, ho accetto di tornare per…
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Nel corso della presentazione, il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana ha fissato senza esitazioni i propri obiettivi. Roberto Mancini ha ribadito la volontà di riportare l’Italia dove merita, conquistando innanzitutto la qualificazione ai prossimi Mondiali, ma non solo. L’allenatore jesino ha infatti dichiarato di voler aprire un nuovo ciclo vincente, con l’ambizione di regalare agli azzurri un trofeo importante.
Sono qui per riportare l’Italia dove merita. A prescindere da quello che è successo nel 2023, l’obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani. Vorrei vincere un trofeo importante, magari anche due. Mi piacerebbe costruire un progetto con la Nazionale. E rimanere anche oltre la durata del mio contratto se possibile. Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un’identità tattica comune



