Andrea Pirlo dirà di no all’Italia perché è andato a Mosca come amdassadord della Fonbet? Lo United Fcsmentisce rapporti con la società di scommesse
Andrea Pirlo è nel caos. E con lui Paolo Maldini, pure Leonardo a dire il vero. E di conseguenza anche Giovanni Malagò. Insomma un gran casino all’italiana. E per che cosa? Per delle ombre russe. Il titolo da 007 scelto da molte testate fa pensare a un caso internazionale. In realtà è molto meno di quello che si possa pensare. Di mezzo c’è uno sponsor, ci sono dei soldi. Il resto non conta quando si è dei professionisti… Si dice così o no?
A prendere parzialmente le difese del futuro (chissà a questo punto) Commissario Tecnico dell’Italia è l’entourage del presidente e proprietario dello United Fc, Sergey Lomakin, ha voluto fare chiarezza sulla notizia che vedeva l’imprenditore coinvolto con interessi economici nella Fonbet, la società russa di cui Pirlo è diventato global ambassador, con tanto di spot (finché non verrà cancellato) sul proprio profilo Instagram.
Italia, Andrea Pirlo a Mosca a titolo personale?
Panchina Italia, Andrea Pirlo a Mosca a titolo personale? Lo United smentisce rapporti con la Fonbet. Forse, scherzosamente, bisognerebbe chiedere aiuto all’esperto Nathan Walker…
Non un proprio e vero comunicato ma quello che scrivono è questo:
Il signor Lomakin non ha alcun interesse nella Fonbet. Inoltre, lo United Fc Dubai, squadra di calcio di cui Andrea Pirlo è allenatore, non ha alcun legame con Fonbet. Il legame tra il signor Lomakin, lo United FC Dubai e Fonbet non esiste
Da come si legge insomma decade l’ipotesi che il contratto dell’ex allenatore della Sampdoria, fosse stato coinvolto nella campagna promozionale del marchio russo grazie a una clausola all’interno del suo contratto da tecnico.
Quando Andrea Pirlo quindi è stato a Mosca a maggio per promuovere il marchio, lo ha fatto a titolo personale, senza coinvolgimenti diretti del club per cui lavora.
Ma per saperne di più, permetteteci una battuta, bisognerebbe chiedere informazioni dettagliate a Nathan Walker e perché no, quella volta anche a Joseph Tey!



