Il mercato della Samp segue una direzione precisa. Ma dietro le prime operazioni c’è un quesito che sorge spontaneo. E voi che ne pensate?
La Sampdoria ha scelto una linea di mercato molto chiara almeno per ora: puntare forte sugli svincolati, ma con ingaggi importanti. Una strategia che permette di alzare ( questo lo vedremo) il livello tecnico della rosa di Bernardo Corradi, senza però impegnare risorse pesanti nei trasferimenti.
E qui nasce la domanda più naturale: se i soldi per certi stipendi ci sono, perché non vengono fatti investimenti sui cartellini dei giocatori?
Il mercato degli svincolati, come sappiamo, è spesso definito “a costo zero”, ma in realtà non è mai davvero gratuito. La Sampdoria non paga il cartellino, è vero, ma deve comunque sostenere:
- ingaggi elevati;
- bonus alla firma;
- eventuali commissioni;
- bonus legati a presenze, gol e risultati;
- contratti pluriennali.
Il caso più evidente è quello di Tobias Lauritsen, centravanti norvegese reduce dall’esperienza allo Sparta Rotterdam. L’attaccante arriverà da svincolato, ma con un contratto molto pesante per la categoria: circa 1,5 milioni di euro lordi ( tra gli 800 mila e gli 850 mila euro) a stagione, più bonus e opzione per il terzo anno. Cifre importantissime per la Serie B
Calciomercato Sampdoria, ingaggi importanti per la Serie B. Ma perchè non si spende per i cartellini?

Calciomercato Sampdoria, svincolati sì ma con ingaggi da Serie A. Tutte le cifre: da Insigne a Sinani
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Anche Lorenzo Insigne rientra in questa strategia: parametro zero, ma ingaggio importante, intorno ai 700 mila euro lordi + bonus ( 385-400 mila euro). Una cifra sostenibile rispetto al curriculum del giocatore, ma comunque alta per la Serie B.
Poi c’è Danel Sinani, altro profilo arrivato senza costo di trasferimento, ma con uno stipendio di 1 milione lordo ( 470-490 mila euro) . Anche in questo caso la logica è la stessa: nessun investimento sul cartellino, ma contratto adeguato per convincere il giocatore ad accettare il progetto blucerchiato.
Per concludere, la domande che sorge spontanea è la seguente: se ci sono le risorse per garantire stipendi così importanti, perché non investirle anche nell’acquisto dei cartellini? Uno dei tanti misteri della Sampdoria



