Dai 55 milioni di plusvalenze del 2018 ai 700 mila euro di oggi: ecco perché il bilancio della Sampdoria piange
Il bilancio della Sampdoria relativo all’anno solare 2025 si chiude con un profondo segno rosso: un passivo di 45,4 milioni di euro. Un dato pesante che incide su un patrimonio netto già negativo per 33,4 milioni, rendendo indispensabili i continui interventi finanziari della proprietà guidata da Joseph Tey per garantire la continuità aziendale. Analizzando i documenti ufficiali, emerge chiaramente come una delle cause principali di questo squilibrio sia il mancato raggiungimento degli obiettivi di player trading, ovvero la capacità di generare profitti attraverso la compravendita dei calciatori.
Il documento contabile lamenta esplicitamente l’assenza di guadagni nelle ultime stagioni, definendo l’impatto della compravendita dei diritti sportivi come “negativo”. Nel 2025, le plusvalenze realizzate sono state di appena 700.000 euro, riconducibili alle operazioni Meulensteen e Leonardi. Si tratta di un crollo verticale se confrontato con i 4,3 milioni del 2024 e, soprattutto, con i numeri d’oro del periodo 2016-2020. Basti pensare che nel solo 2018 il club generava plusvalenze per 55,5 milioni di euro, grazie a cessioni eccellenti come quelle di Schick (27,8 milioni), Torreira (26,7 milioni) o Andersen (22,7 milioni).
Bilancio Sampdoria, plusvalenze da fame: solo 700.000 euro da Meulensteen e Leonardi nel bilancio 2025

Bilancio Sampdoria, 45 milioni di perdita. La colpa è anche delle (mancate) plusvalenze. Il dato
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Il club stesso certifica nel bilancio le “complessità” riscontrate durante la sessione estiva curata da Jesper Fredberg, nonostante l’assenza di paletti economici. Come si possono realizzare plusvalenze se la politica societaria è di puntare quasi esclusivamente su giocatori a scadenza di contratto, svincolati o prestiti?. Operazioni su profili come Henderson, Abildgaard o prestiti secchi come quelli di Cherubini e Barak difficilmente possono generare valore patrimoniale futuro.
Il piano industriale approvato con scadenza 2032 è però categorico: per tornare all’autosostenibilità, la Sampdoria dovrà fondarsi su un’attività di player trading “sistematica e crescente”, tornando ai livelli pre-Covid. Al momento, l’unico investimento oneroso che dovrà necessariamente generare valore futuro sembra essere quello su Esposito. Nel frattempo, spetta a Tey coprire i “costi XXL” di un club che punta al ritorno in Serie A entro il 2028, e che deve ancora trovare la strada giusta per far respirare le proprie casse attraverso il calciomercato



