Enrico Nicolini a 360 gradi sulla situazione in casa Sampdoria. Dal nuovo Direttore Sportivo al futuro allenatore. Ecco cosa ha detto
Enrico Nicolini, intervenuto ieri sera durante la trasmissione Forever Samp in onda su Telenord, ha analizzato il nuovo corso dirigenziale con la sua consueta sincerità. Nicolini non ha nascosto le sue perplessità iniziali sul nuovo Direttore Sportivo, svelando un retroscena che coinvolge un profilo di grande esperienza del nostro calcio.
Queste le sue parole:
«Avrei preferito un Ds italiano. Sono amico di Guido Angelozzi che si è liberato dal Cagliari “gli ho detto Guido proponiti…”».
Nonostante questa preferenza, l’ex centrocampista blucerchiato ha voluto mostrare un’apertura verso il giovane ds portoghese:
«Al tempo stesso è giusto dare tutto il tempo necessario a questo ragazzo (Branco) ricco di entusiamo e speriamo anche di idee. Visto che il direttore sportivo è straniero e avrà delle difficoltà oggettive, mi auguro che almeno l’allenatore sia italiano. È una nota di merito che Branco si sia presentato con un italiano perfetto».
Nicolini ha però voluto tracciare un identikit preciso di quello che deve essere il ruolo di un DS in una piazza calda come la Sampdoria, andando oltre la semplice ricerca di calciatori sul mercato:
«Il direttore sportivo non è solo quello che deve comprare i giocatori. È quello che deve fare da collante tra squadra e società. Branco avrà quella “cattiveria” di entrare a gamba a testa nelle dinamiche dello spogliatoio se mai ce ne sarà bisogno? Mi auguro di si».
Sampdoria, Enrico Nicolini: “Punterei su Fabio Pecchia”

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In piena sintonia con le indiscrezioni che vedono lo “specialista” Fabio Pecchia in pole position, Nicolini ha ribadito la necessità di una guida tecnica che conosca il calcio italiano:
«Premesso che la cosa migliore sarebbe stato tenere Lombardo. Dobbiamo prendere un allenatore italiano. Sui nomi stranieri mi sono documentato solo su Velàzquez. Io sarei più per Pecchia, ma piuttosto che uno straniero andrei anche su Possanzini. Entrambi sono due profili validi poi è chiaro che dipende dai giocatori. Pecchia fa il 4-3-3 mentre Possanzini punta sul 4-2–3-1».
Nicolini, ha poi promosso il riscatto di Begic e su Pierini invece…:
«Begic non potevi non riscattarlo. Sarebbe stata una pazzia. Era il punto fermo, non avrebbe avuto senso perdere un giocatore cosi. È quello che ha reso più di tutti. Pierini ha fatto il 50% delle partite, ha evidenti problemi fisici».
Infine il “Netzer di Quezzi” consiglia ad Americo Branco qualche nome interessante:
«Io punterei su ragazzi più giovani come Rao del Bari e Bragantini del Mantova, che ha già avuto Possanzini. Ma il compito piu difficile sarà portare a casa un centravanti che ti garantisca un certo numero di gol e che ti faccia girare la squadra. O hai un centravanti che segna o hai una cooperativa del gol come il Frosinone l’anno scorso».



