Amanda Tampieri, portiere della Sampdoria Women, racconta la stagione trionfale delle ragazze blucerchiate con uno sguardo anche al futuro
Mentre il mondo blucerchiato osserva con fiato sospeso la rivoluzione tecnica portata da Jesper Fredberg e Americo Branco a Bogliasco, c’è un’altra Sampdoria che ha già iniziato a scrivere pagine di rinascita sul campo. Le Sampdoria Women hanno infatti centrato l’obiettivo della promozione in Serie C, un traguardo che profuma di riscatto dopo il trauma della mancata iscrizione alla Serie B della scorsa estate. Protagonista assoluta di questa cavalcata trionfale è il portiere Amanda Tampieri, eroica nella semifinale contro l’Alto Livenza dove ha neutralizzato ben tre tiri dal dischetto.
Nonostante non si consideri una specialista dei rigori, la numero uno doriana ha trascinato le compagne verso la finale di Coppa Eccellenza contro il Rinascita Doccia, blindando di fatto il salto di categoria. Ai microfoni de Il Secolo XIX, Amanda non nasconde la gioia per il momento magico:
«È stata un’emozione più che grande anche perché non sono rinomata come pararigori. È stata una gara veramente sofferta, e averla vinta così dà quel pizzico di gioia in più».
La scelta di restare a Genova, nonostante il declassamento forzato nei dilettanti, è stata un atto d’amore puro verso i colori blucerchiati, condiviso con il capitano Bianca Fallico. Per Tampieri, non esistevano alternative:
«È stata una scelta molto semplice da fare, se non ci fosse stata la Samp non so neanche se sarei andata a giocare da un’altra parte».
Sampdoria Women, Amanda Tampieri: «La mancata iscrizione? Una ferita ancora aperta»

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Tuttavia, il dolore per quanto accaduto un anno fa non è ancora del tutto svanito, trasformandosi però nel carburante necessario per dominare il campionato:
«No, fa malissimo comunque. È una ferita ancora aperta. Che, però, ci ha dato la forza di fare un campionato come quello di quest’anno. Credo che nello sport, come nella vita, dalle ferite si riesca a trovare la forza per andarsi a prendere la rivincita. Mi auguro che la nostra reazione sia servita come messaggio alla società».
Ottenuta la certezza della Serie C, la squadra non vuole fermarsi e punta a chiudere in bellezza con un trofeo:
«Quando è uscita la comunicazione della promozione ci siamo caricate ancor di più, per vincere pure questo trofeo. Sarebbe l’annata perfetta».
Il futuro, però, deve ricalcare la gloriosa storia recente delle Women. La risalita è appena cominciata e l’asticella è già altissima:
«Finora eravamo concentrate su quest’anno, ma credo ci sia la voglia di andare in Serie A il prima possibile. Quello è il principale obiettivo, anche se durante un’annata possono succedere tante cose. Se servisse un anno di stallo lo faremo».
Non è stata una passeggiata, nonostante i risultati possano suggerire il contrario. Amanda ricorda la pressione costante di dover vincere ogni singola partita:
«Nella mia carriera, è stato il campionato più difficile. Non ci siamo mai fermate e con tutte le squadre dovevamo per forza fare risultato. E poi passare dal lottare per non retrocedere al lottare per vincere non è proprio la stessa cosa».
Infine, un pensiero va alla prossima stagione e alla possibilità di incrociare il Genoa, appena retrocesso in B:
«Sì senz’altro, anche perché sarebbe il primo derby della storia tra le women. Potrebbe essere anche un bellissimo palcoscenico per sfruttare Marassi».



