Il Mondiale dell’Uzbekistan di Fabio Cannavaro non inizia nel migliore dei modi, l’arrivo sul suolo americano è stato tutt’altro che soft
L’avvicinamento al Mondiale dell’Uzbekistan si tinge di tensioni che vanno ben oltre il campo da gioco. La Nazionale guidata da Fabio Cannavaro ha incassato una beffa dolorosa nell’ultima amichevole, cedendo per 2-1 all’Olanda soltanto al novantasettesimo minuto.
Eppure, a catturare l’attenzione dei media internazionali non sono stati i dettagli tecnici della sfida, bensì le immagini clamorose del loro arrivo sul suolo americano. Le autorità degli Stati Uniti hanno infatti predisposto un protocollo di sicurezza d’una rigidità senza precedenti, trasformando l’accoglienza della delegazione asiatica in una vera e propria ispezione di frontiera.
Il Mondiale non inizia bene per Fabio Cannavaro ed il suo Uzbekistan
Mondiali 2026, Fabio Cannavaro e l’Uzbekistan perquisiti. L’allarme in tema
Le telecamere di ESPN hanno documentato una procedura meticolosa e d’impatto: calciatori e staff sono stati bloccati subito dopo la discesa dal bus, costretti a svuotare le tasche e a sottoporsi a perquisizioni personali tra metal detector e cani antidroga.
I borsoni ufficiali sono rimasti ammassati in strada per diversi minuti prima del via libera definitivo. Questo episodio non è isolato, ma segue di pochi giorni il trattamento analogo subito dal Senegal all’aeroporto di San Antonio. La linea dura di Washington solleva già interrogativi sulla gestione dell’ospitalità sportiva e sul confine tra prevenzione e pressione psicologica.



