Ivano Bonetti ricorda gli anni d’oro alla Sampdoria e svela un retroscena inedito su Gianluca Vialli e una bottiglia particolare
In un’emozionante intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Ivano Bonetti ha riaperto l’album dei ricordi legato alla sua esperienza con la maglia blucerchiata, parlando di alcuni personaggi simbolo dell’epoca d’oro della Sampdoria . L’ex centrocampista ha voluto rendere omaggio a figure immortali come Paolo Mantovani, Gianluca Vialli e Vujadin Boskov.
Bonetti descrive gli anni trascorsi a Genova come i migliori della sua carriera, sottolineando l’eccezionalità del presidente Mantovani.
«Giocavo nella Sampdoria e a Genova stavo da dio. Non avevo necessità di spostarmi». «Lui e Agnelli sono stati i più grandi signori mai incontrati in vent’anni di carriera. Erano di un altro mondo. Mantovani quando mi ha preso sapeva già tutto di me. Ed era cosi con tutti. Con lui si andava a trattare senza procuratore e ti offriva sempre più di quanto chiedessi. Scriveva la cifra su un foglietto e te lo passava, finiva li. Per il resto della chiacchierata si parlava di vita, non di calcio o di soldi. Come puoi non dare tutto in campo se hai un presidente del genere?».
Il rapporto con Vialli è descritto come un legame che andava ben oltre il rettangolo verde, arricchito da episodi goliardici e un rapporto fraterno.
«Eravamo amici, compagni, fratelli. Prima di una trasterta per cui eravamo squalificati entrambi affittammo un jet privato per noi e per i tifosi e raggiungemmo la squadra. Capisce che uomo era Luca? Ma potrei farle mille esempi, davvero. Ci completavamo. Mi prendeva in giro per il mio disordine. Pensi che una volta, prima di una partita di Coppa, bevo un sorso di whisky da una fischietta, lui mi becca e inizia a sgridarmi. Poi, entro in campo e segno un gol bellissimo. Cosi, prima di rientrare per la ripresa, mi ferma e mi dice “Ivo, ma non è che ne hai un po’ anche per me?”. Siamo scoppiati a ridere, poi l’ha bevuta per davvero e ha fatto gol pure lui. Luca stravedeva per me. Avrebbe fatto carte false per tornare a giocare insieme. È mio fratello, vive nel mio cuore. È sempre con me, anche se voi non lo vedete».
“Ivo, non è che ne hai un po’ anche per me?”: Il brindisi segreto tra Bonetti e Vialli

Ex Sampdoria: Ivano Bonetti: io, Gianluca Vialli e quella bottiglia di whisky. Le parole
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Bonetti tratteggia con affetto anche la figura di Vujadin Boskov, ricordando un episodio divertente avvenuto durante una trasferta a Londra che coinvolse anche Roberto Mancini.
«Un altro personaggio incredibile. Ogni settimana ci regalava aneddoti in serie. Ci chiamava “merde” e ci prendeva in giro. Il Mancio lo imitava uguale. Anche con Mantovani aveva un bel rapporto, ma ogni tanto discutevano. Era estate e giocavamo a Wembley. Io Mancini e Vialli entriamo in una camera d’albergo che puzzava di vernice e Roberto impazzisce. Scende nella hall e va a parlare con il mister. Boskov ci litiga e gli dice “tu merda, vai in camera ci pensiamo domani”. Mancini si allontana e va a chiamare Mantovani, che chiede di passargli Boskov. “Avete vinto voi, sta arrivando un taxi… maledetto presidente”. Mantovani ci aveva prenotato un albergo a cinque stelle nel centro di Londra e il mister aveva abbozzato».



