Nuovo terremoto nell’AIA: mentre cinque arbitri si preparano all’addio, un’inchiesta della Procura Federale indaga su presunti voti pilotati
Il mondo del calcio italiano è scosso da un nuovo terremoto che colpisce l’Associazione Italiana Arbitri (AIA). Mentre la stagione 2025-26 giunge al termine, non sono solo i risultati sul campo a far discutere, ma un’inchiesta della Procura Federale che mette sotto la lente d’ingrandimento i voti assegnati ai direttori di gara e il meccanismo delle dismissioni.
Ogni anno, l’AIA deve dismettere cinque arbitri dai ruoli tecnici di Serie A e B. Il regolamento prevede due criteri principali:
- Limite di permanenza (Anzianità): Tre fischietti che hanno superato i 10 anni di permanenza nella Commissione Arbitri Nazionale (CAN) e che si trovano fuori dalle prime 25 posizioni della classifica di merito.
- Classifica di rendimento: Gli ultimi due arbitri della graduatoria generale (il 41° e il 42°).
In base alle graduatorie attuali, i cinque arbitri destinati alla dismissione sono nomi noti del panorama calcistico italiano:
- Rosario Abisso: Lascia per limite di permanenza nel ruolo, essendo fuori dalla top 25 dopo oltre 10 anni di carriera.
- Marco Piccinini: Anche per lui scatta la dismissione per anzianità e posizionamento in classifica.
- Ivano Pezzuto: Terzo nome tra i veterani che devono abbandonare il campo per i medesimi motivi.
- Federico Dionisi: Dismesso in quanto 41° (penultimo) nella classifica di merito.
- Luca Massimi: Dismesso come 42° e ultimo in graduatoria.
A questi nomi si contrappone quello di Antonio Rapuano, che si salva per un soffio grazie al suo 25° posto, mantenendo così il diritto di arbitrare nonostante gli oltre 10 anni di anzianità.
Dismissioni AIA, ecco i 5 nomi: Abisso, Piccinini, Pezzuto, Massimi e Dionisi, ma è rivolta sui voti

Caos Arbitri, in cinque a fine stagione smetteranno. Ma spunta una nuova inchiesta
Il “caos” nasce da un esposto presentato da Guido Alfonsi, presidente della sezione AIA dell’Aquila, che denuncia presunte irregolarità nelle valutazioni dell’ultima giornata. Al centro della vicenda c’è la direzione di gara di Maria Sole Ferrieri Caputi in Lazio-Pisa.
Secondo l’accusa, ci sarebbe stato un cambio sospetto dell’osservatore arbitrale (l’uomo incaricato di dare il voto): Sandro Rossomando è stato inviato all’Olimpico al posto di Andrea Antonelli. Rossomando ha assegnato a Ferrieri Caputi un 8.40 (voto insufficiente), una valutazione definita da Alfonsi come “indotta dall’alto” per influenzare la classifica.
Perché quel voto è così importante? Se la Ferrieri Caputi avesse ricevuto un voto più alto, sarebbe entrata nella top 25, spingendo Antonio Rapuano fuori dalle posizioni di sicurezza. In quel caso, i dismessi per anzianità sarebbero diventati quattro, e tra gli ultimi in graduatoria sarebbe stato tagliato solo Massimi, salvando così Federico Dionisi.
Questo nuovo fascicolo, aperto dal procuratore Giuseppe Chiné, si aggiunge a un quadro già critico: l’ex designatore Gianluca Rocchi si è recentemente autosospeso a seguito di un’inchiesta per frode sportiva a Milano, lasciando il posto al designatore ad interim Dino Tommasi. La Procura avrà ora il compito di interrogare i protagonisti e verificare se le dismissioni siano state effettivamente “pianificate” a tavolino per colpire o favorire determinati profili.



