La Sampdoria per l’eventuale dopo Mancini valuta anche il nome di Leandro Rinaudo, direttore sportivo uscente dal Mantova che ha esperienza con le proprietà straniere
Riflessioni su Andrea Mancini. La Sampdoria le sta facendo fin da quando è finito il campionato con la salvezza su cui ha messo anche lui la firma. Ma Nathan Walker e Jesper Fredberg stanno facendo valutazioni sulla possibilità o meno di proseguire con lui. E nelle scorse ore sono emerse indiscrezioni di alcuni nomi che provengono dall’Italia. Quindi non assecondando quella propensione esterofila a cui la proprietà ha strizzato l’occhio fin qui.
Uno è Paolo Bravo, attuale ds del Südtirol da cui potrebbe liberarsi in caso di retrocessione in Serie C. L’altro è un profilo già libero invece, perché da pochi giorni il suo club ha deciso di non proseguire il rapporto. È Leandro Rinaudo, classe 1983 che si è separato dal Mantova ufficialmente due giorni fa e dunque è sul mercato.
Il dirigente siciliano vanta innanzitutto una carriera da calciatore tra Serie A e B (anche qualche spezzone di C1) con squadre come Palermo, Salernitana, Napoli, Siena, Livorno, Virtus Entella, Bari e Vicenza, dove ha chiuso la carriera nel 2016. Quasi subito ha intrapreso la carriera da osservatore al Venezia, passando dal campo agli spalti e alla scrivania.
In Laguna ha collaborato prima con Giorgio Perinetti, per poi prendere il suo posto come ds un anno dopo, nel 2017. Incarico durato solo una stagione, ma che gli ha permesso di cominciare ad apprendere il mestiere e a lavorare con una proprietà straniera, che dal 2015 aveva acquisito il club.
Nel 2018 passa alla Cremonese in Serie B, dove però resta solo fino a fine febbraio 2019, gestendo le due sessioni di calciomercato della stagione ma senza terminare il campionato, in cui i grigiorossi non sono andati bene e hanno fatto una rimonta finale chiudendo noni in classifica.
Sampdoria, Leandro Rinaudo profeta in patria: lunga esperienza a Palermo, altrove incarichi brevi

Sampdoria, chi è Leandro Rinaudo: il direttore sportivo abituato a lavorare con proprietà straniere
LEGGI ANCHE Ex Sampdoria, l’ambiente era pesante e mi mancava fiducia. Le parole
Il grosso della giovane carriera da dirigente è arrivato appena dopo, quando è diventato ad agosto 2019 il vertice del settore giovanile del Palermo. Tornato a casa, Rinaudo si è occupato per 3 anni dell’Academy dei rosanero, per poi essere promosso nel 2022 direttore sportivo del club. E non in un momento casuale. Dal luglio di quell’anno, infatti, il City Group aveva completato l’acquisto del pacchetto di maggioranza delle azioni e aveva voluto fosse proprio il responsabile del vivaio a diventare il ds.
Rinaudo si è trovato dunque a gestire il mercato del Palermo appena tornato in Serie B e con una proprietà straniera, con cui si è interfacciato per cominciare a costruire gran parte della rosa che ha recentemente perso la semifinale playoff. Suoi colpi come Filippo Ranocchia, Jacopo Segre, Pietro Ceccaroni, Aljosa Vasic. Ma aveva anche preso, per esempio, Valerio Verre dalla Sampdoria, Salim Diakite dalla Ternana, poi Francesco Di Mariano, Federico Di Francesco, Roberto Insigne, Sebastiano Desplanches e Liam Henderson, anche in questo caso per citarne alcuni.
Nel 2024 ha salutato il Palermo, per il momento la squadra con cui ha lavorato di più. E con cui si è interfacciato con un’ambiziosa proprietà. Senza però riuscire a portare il club in Serie A, missione che non ha portato a termine nemmeno Carlo Osti. Rimasto fermo per poco più di un anno, Rinaudo ha sostituito a gennaio 2025 il ds del Mantova Christian Botturi, portando poi in biancorosso il tecnico Francesco Modesto, che ha condotto la squadra alla salvezza.
Rinaudo ha gestito il calciomercato di gennaio dei virgiliani, portando giocatori soprattutto in prestito come Rachid Kouda, Davide Meroni o Nicolò Buso che hanno inciso a tratti sulla salvezza. Motivo probabilmente per cui il presidente Piccoli ha deciso di cambiare progettualità. In caso di arrivo a Genova, però, il dirigente potrebbe favorire il rientro di Simone Trimboli, oppure l’approdo di Davide Bragantini, talentuoso esterno che già Andrea Mancini voleva.
Insomma, Rinaudo è un profilo relativamente giovane ma con già una buona esperienza soprattutto in Serie B. Dove ha gestito anche squadre di vertice o comunque ambiziose. Non sempre riuscendo a incidere come voleva. Ha già esperienza con proprietà straniere, anche se fino a qui il meglio lo ha mostrato in patria, nella sua Palermo.



