Fallimento Ternana: dopo l’esito dell’asta e le parole di Bandecchi, scopri cosa ne sarà della società rossoverde
La giornata del 12 maggio 2026 segna un epilogo drammatico per la Ternana Calcio. Allo scadere delle ore 12:00, termine ultimo per la presentazione delle offerte presso il Tribunale di Terni, nessuna istanza è stata depositata per l’acquisizione del ramo d’azienda sportivo. Quello che doveva essere il giorno del salvataggio si è trasformato in un “finale nefasto”, con il titolo sportivo della società che risulta ad oggi perduto.
Nonostante le premesse cariche di speranza della mattinata, quando l’imprenditore italo-svizzero Fabio Splendori si era dichiarato pronto a versare il 10% della base d’asta, l’operazione è naufragata a pochi minuti dal traguardo. Il piano di Splendori prevedeva un “cambio di paradigma”: un modello consortile ispirato al Treviso Basket, l’azionariato diffuso per mettere i tifosi al centro e una forte sinergia con circa 8.000 aziende del territorio. Il progetto poggiava anche sulla disponibilità dei calciatori a rinunciare a gran parte degli stipendi arretrati e ad accettare una falcidia del 50% sugli ingaggi futuri. Tuttavia, il mancato via libera da parte di un altro imprenditore della cordata ha impedito la formalizzazione dell’offerta nei tempi previsti.
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Secondo quanto riportato da fonti locali come TernanaNews, a rendere impossibile il salvataggio nell’attuale categoria sono stati due ostacoli insormontabili: l’insicurezza legata alla gestione dei debiti e la conferma da parte della FIGC di una penalizzazione superiore ai dieci punti.
Poco dopo le 11:00, il sindaco Stefano Bandecchi ha ufficializzato il fallimento dei tentativi di mediazione con una nota stampa shock:
“Sono dolente di dover comunicare che ad oggi qualunque tentativo di salvare la Ternana calcio da parte mia e da parte del comune di Terni è fallito. Di conseguenza la cordata che ha lavorato intensamente sino a dieci minuti fa, e che ringrazio per l’attenzione che ha messo verso la squadra della città e per gli sforzi che sarebbe stata disponibile a fare, ha deciso di non presentare l’offerta. L’insicurezza dovuta alla gestione dei debiti, aggiunta all’interlocuzione avute con la Figc per oltre dieci punti di penalità dai quali la Ternana non sarebbe stata esonerata, non rendono possibile nessun salvataggio nell’attuale categoria. Spero che qualche altra persona interessata possa presentare entro i minuti che restano l’offerta all’asta giudiziaria, se così non fosse il titolo calcistico della Ternana sarà perso“.
Con la chiusura senza esito dell’asta, la Ternana non potrà iscriversi al prossimo campionato di Serie C. Il club è ora destinato a ripartire dai dilettanti: le opzioni sul tavolo riguardano l’iscrizione al campionato di Eccellenza (tramite l’articolo 52 comma 10 delle NOIF) o, in alternativa, alla Serie D, qualora si riuscisse ad acquisire un titolo sportivo da un’altra società. Nonostante la gravità della situazione, l’advisor Massimo Sarandrea ha lasciato uno spiraglio aperto, suggerendo che il progetto proposto potrebbe non essere morto, ma richiedere un percorso istituzionale più lungo. Per ora, però, il “gong finale” è suonato, lasciando la città nel dolore per la perdita del proprio titolo calcistico.



