Addio a Evaristo Beccalossi, il genio dal sinistro magico che contribuì al primo storico trofeo della Sampdoria. Il cordoglio del mondo Samp
Il calcio italiano e il mondo blucerchiato si fermano per rendere omaggio a Evaristo Beccalossi, scomparso all’età di 69 anni nella sua Brescia dopo una lunga malattia che lo aveva duramente colpito nel gennaio 2025. Definito da Gianni Brera “Dribblossi” per la sua straordinaria capacità di saltare l’uomo, Beccalossi non è stato soltanto una bandiera dell’Inter, ma ha lasciato un segno, seppur breve, anche nella storia della Sampdoria.
Il cordoglio del mondo blucerchiato è stato immediato, unendo generazioni diverse in un abbraccio virtuale carico d’affetto. Chicco Evani ha affidato ai propri canali social un messaggio profondo, definendo Beccalossi un vero e proprio “artista” e sottolineando come, per chi ama questo sport, rappresentasse emozione pura.
A questo omaggio si è aggiunto quello di Emiliano Viviano, che su Instagram ha condiviso uno scatto che lo ritrae insieme al “Becca” presso il centro sportivo di Bogliasco, accompagnandolo con un semplice ma sentito messaggio: «Ciao grande Becca».
Anche Salvatore Esposito ha voluto ricordare Beccalossi con una storia su Instagram, pubblicando una sua foto accompagnata da due cuori.
Sampdoria, addio a Evaristo Beccalossi: gli omaggi di Evani, Viviano ed Esposito

Sampdoria, addio a Evaristo Beccalossi: il cordoglio del mondo blucerchiato
L’approdo di Beccalossi alla Sampdoria nell’estate del 1984 fu un vero e proprio colpo di teatro del presidente Paolo Mantovani, che lo volle fortemente insieme al tecnico Eugenio Bersellini per innalzare il tasso tecnico di una squadra che stava già diventando “stellare” con campioni del calibro di Francis, Souness e i giovani Mancini e Vialli.
Nonostante l’entusiasmo iniziale, lo stesso Evaristo ha più volte definito l’esperienza genovese come il “grande rimpianto” della sua carriera. In campionato, infatti, non riuscì a trovare la via del gol nelle sue 9 presenze, soffrendo molto per non essere riuscito a esprimere tutto il suo valore.
Tuttavia, fu proprio grazie al suo contributo in Coppa Italia — dove realizzò tre reti decisive, inclusa una doppietta alla Cavese e un gol al Pisa negli ottavi di finale — che la Sampdoria riuscì a conquistare il primo trofeo della sua storia, la Coppa Italia 1984/85. Prima di passare al Monza, “Beck” riuscì così a entrare per sempre nelle simpatie dei tifosi doriani.





