E’ morto a 69 Evaristo Beccalossi: ha scritto il suo nome anche nella storia della Sampdoria vincendo la prima Coppa Italia
Lutto nel mondo del calcio. A 69 anni si è spento Evaristo Beccalossi, un pezzo di storia del calcio italiano, che ha vissuto gli anni migliori della sua carriera tra Brescia e, soprattutto, Inter, ma scrivendo il suo nome anche nella storia della Sampdoria.
Un simbolo del calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta è morto nella notte a Brescia, nella clinica Poliambulanza, dove era ricoverato. Le sue condizioni erano peggiorate nel gennaio di un anno fa, dopo un malore accusato e un lungo periodo di coma.
Evaristo Beccalossi, un anno vincente a Genova

Ex Sampdoria, morto Evaristo Beccalossi: vinse la prima Coppa Italia della storia blucerchiata
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Beccalossi è stato un simbolo dell’Inter, con cui ha giocato dal 1978 al 1984, vincendo lo Scudetto nel 1980 e la Coppa Italia nel 1982 e chiudendo con 37 goal in 216 presenze. Prima dell’unica stagione in prestito alla Sampdoria, quella 1984-85.
A Genova ha giocato solo una stagione, riuscendo, però, a lasciare il segno con 3 goal in 15 partite e, soprattutto, con la vittoria della prima, storica, Coppa Italia in finale contro il Milan, nel doppio confronto deciso all’andata da Souness e al ritorno dai goal di Luca Vialli e Roberto Mancini.
Il cordoglio della Sampdoria:
Si è spento a Brescia all’età di 69 anni Evaristo Beccalossi, ex centrocampista, 15 presenze e 3 reti con la maglia della Sampdoria.
Nato a Brescia il 12 maggio 1956, dopo una carriera tra la squadra della sua città e l’Inter, arrivò in blucerchiato nell’estate del 1984. Calciatore di grande talento e dal sinistro delicato, voluto fortemente dal presidente Paolo Mantovani e dal suo ex allenatore nerazzurro Eugenio Bersellini, a Genova non ingranò. «La Samp resta un mio grande rimpianto», ammise egli stesso qualche anno fa durante una visita a Marassi. «Avevo entusiasmo, partii anche bene ma poi, per molti motivi, non riuscii ad esprimere il mio valore». Pur non incidendo in campionato, prima di passare al Monza, Beck entrò comunque nella storia e nelle simpatie dei tifosi doriani: con una doppietta alla Cavese (girone eliminatorio) e un sigillo con il Pisa (ottavi) partecipò infatti al cammino che portò in bacheca il primo trofeo di sempre: la Coppa Italia ’84/85.
Alla famiglia le più sentite condoglianze da parte della società.



