Sampdoria, Beppe Dossena accende il dibattito: l’ex calciatore analizza l’enigmatico cambio di rotta dei tifosi verso la figura di Joseph Tey.
Durante l’ultima puntata del Derby del Lunedì su Telenord, Beppe Dossena ha analizzato con perplessità il mutato atteggiamento della tifoseria nei confronti di Joseph Tey, l’imprenditore di Singapore e propietario della Sampdoria
Dossena ha espresso stupore per la parziale “riabilitazione” di Tey da parte della tifoseria blucerchiata che negli striscioni esposti durante la sfida contro il Sudtirol ha preso di mira specificamente il management — nelle figure di Nathan Walker e Jesper Fredberg — offrendo una sorta di tregua condizionata alla proprietà.
L’ex calciatore ha sottolineato l’anomalia di questa posizione con parole nette: «Non si è mai vista una tifoseria che fa un’apertura come quella che è stata fatta a Tey: ora ci vai bene, basta che cambi il management». Dossena ha poi rincarato la dose, ipotizzando retroscena non ancora chiariti: «Fino a qualche giorno fa era ‘vattene’ insieme agli altri, chissà come mai ora la storia è cambiata? Secondo me è successo qualcosa».
Beppe Dossena: “Strana l’apertura a Tey, fino a due mesi fa era il diavolo”
VIDEO- Sampdoria, Beppe Dossena: nella contestazione doveva esserci anche la faccia di Joseph Tey. Le parole
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Il fulcro della polemica risiede nella gestione tecnica affidata a Walker e Fredberg, che Tey sembrerebbe intenzionato a confermare nonostante le dure contestazioni della piazza. Dossena non comprende perché la figura di Tey distinta dai suoi collaboratori più stretti nel giudizio critico: «Che cosa è successo, visto che sino a due mesi fa la croce era anche sopra la sua faccia, esattamente comea Walker e Fredberg? E non è perché ci mette i soldi, li metteva anche due mesi fa. Qualcosa è successo».
Secondo Dossena: «la foto di Tey doveva essere messa insieme a quelle di Fredberg e Walker» sotto la dicitura “vattene e non tornare più“.
Le considerazioni di Dossena hanno acceso il confronto con gli altri ospiti in studio. Il giornalista Franco Ordine ha offerto una lettura differente, sostenendo che quella dei tifosi non sia una reale apertura ma un ultimatum: «Non mi pare una grande apertura, gli hanno scritto o cambi o vendi».
Tuttavia, Dossena è rimasto fermo sulla sua posizione, ribadendo come il clima sia sospettosamente mutato rispetto al recente passato: «Dietro a quello striscione c’è una storia… è una apertura un po’ particolare e strana. Fino a due mesi fa Tey era il diavolo».



