Pierpaolo Bisoli analizza la situazione della Reggiana dopo il ko col Modena e traccia la rotta per la sfida contro la Sampdoria
Dopo la dolorosa sconfitta per 2-1 nel derby contro il Modena, la Reggiana si trova a un passo dalla retrocessione in Serie C. Tuttavia, l’allenatore Pierpaolo Bisoli, intervenuto in conferenza stampa, ha voluto lanciare un messaggio di dignità e speranza in vista dell’ultimo turno della Serie Bkt contro la Sampdoria di Attilio Lombardo.
Nonostante la situazione di classifica sia critica (34 punti dopo 37 giornate), Bisoli non vuole ammainare la bandiera prima del tempo. «È innegabile, ora il destino non passa più dalle nostre mani, ma dobbiamo sperare in un clamoroso intreccio di risultati favorevoli», ha ammesso con realismo il tecnico.
La sua analisi si sposta poi sulle possibilità residue di agganciare i playout: «C’è ancora accesa una piccola fiammella e dobbiamo giocarcela fino a quando non si spegnerà». Quantificando le probabilità, Bisoli parla di una «piccola speranza, un 5%», assicurando però che la squadra ci metterà la faccia fino in fondo.
Il mantra per la sfida contro i blucerchiati è chiaro: mantenere l’orgoglio. Il tecnico ha promesso il massimo impegno per l’ultima gara casalinga: «Noi ci prepareremo per onorare la maglia con dignità anche contro la Sampdoria». L’obiettivo è chiudere la stagione a testa alta, indipendentemente dal verdetto del campo: «Andremo a giocare con la Sampdoria dignitosi, poi a fine anno tireremo le somme».
Bisoli non si arrende: la Reggiana sfida la Sampdoria per l’ultima chance playout

Verso Reggiana-Sampdoria, Pierpaolo Bisoli: abbiamo ancora una piccola fiammella di speranza. Le parole
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Riflettendo sul suo operato e sulla stagione dei granata, Bisoli ha difeso l’anima della squadra pur ammettendo i limiti mostrati, specialmente sotto porta: «Ci è mancata la concretezza… abbiamo colpito un palo, creato occasioni su occasioni ma non siamo riusciti a incidere».
Non sono mancati i momenti di autocritica riguardo alla sua gestione dal momento dell’arrivo: «Ho sbagliato alcune valutazioni: ho provato a velocizzare i tempi per arrivare a un buon livello di tenuta fisica quando avrei dovuto forse gestire meglio la situazione e puntare a qualche pareggio». Ha poi aggiunto che, col senno di poi, avrebbe cercato di essere più prudente puntando su qualche “0-0 in più”.
Nonostante i risultati non abbiano premiato gli sforzi, l’allenatore rivendica di aver restituito un’identità al gruppo: «Da quando sono arrivato credo di aver ridato dignità a questa squadra e a un popolo che ha voglia di venire allo stadio e di lottare». Ora, tutta l’attenzione è rivolta a quell’ultimo 5% di possibilità da difendere contro la Sampdoria.



