Angelo Peruzzi ha voluto raccontare un aneddoto che fa capire, ancora una volta, che tipo di persona fosse Luca Vialli
Per i tifosi della Sampdoria, Luca Vialli non è stato solo un calciatore, ma un ideale di vita. Eppure, anche i miti hanno avuto i loro momenti di umana incertezza, come raccontato con commozione da Angelo Peruzzi nel rievocare gli anni vissuti insieme a Torino.
Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo straordinario, capace di trasformare le proprie paure in una forza d’urto professionale senza eguali. Le parole dell’ex portiere sono un viaggio nei segreti di uno spogliatoio leggendario:
Mi resta difficile parlare di Luca. Nei suoi primi tre o quattro mesi a Torino, aveva paura di dormire da solo in casa. Così andavo io. Luca mi ha fatto diventare professionista. Lo vedevo sempre puntuale, pronto a scherzare, ma giusto per sdrammatizzare. A volte, quando rientravamo, lo osservavo fissare il muro. Pensavo: questo è matto. Poi quando gli ho chiesto il motivo di quel gesto, mi ha stupito: pensava alla conferenza stampa, a cosa dire ai giornalisti. E se le domande non fossero state quelle? Mi diceva: li porto dove voglio io. Ah, e una volta mi ha fatto quasi arrestare
Angelo Peruzzi e Luca Vialli e quella volta che fissò il muro…
Angelo Peruzzi racconta un aneddoto su Luca Vialli: mi ha fatto diventare professionista, ma quella volta che fissava il muro…
LEGGI ANCHE Ex Sampdoria, Claudio Ranieri non ci sta e dice la sua: via da Roma per…
Questi aneddoti non fanno che accrescere la grandezza di un campione che non lasciava nulla al caso. Dalle notti insonni alla meticolosa preparazione mediatica, il racconto di Peruzzi ci restituisce l’essenza di quel ragazzo che, partito da Cremona e consacratosi a Genova, ha saputo dominare il calcio con l’intelligenza e quel pizzico di sana follia che lo rendevano unico.
Un leader che, ancora oggi, continua a insegnarci che dietro ogni vittoria si nasconde una profonda, bellissima umanità.



