Dopo tre anni Matteo Manfredi non è più presidente della Sampdoria: dal salvataggio allo strappo con il Monza, passando per le contestazioni dei tifosi
Matteo Manfredi non è più presidente della Sampdoria. L’ormai ex numero uno si è dimesso dalla carica che occupava ormai dal 4 marzo 2024, anche se la sua entrata in scena nel mondo blucerchiato risale al 2023 quando, insieme ad Andrea Radrizzani, salvò la società dal fallimento.
Nel giugno 2023 iniziava la storia tra Manfredi e la Sampdoria, con il socio e amico Radrizzani che si sarebbe fatto da parte pochi mesi dopo. Il primo anno, a livello di risultati sportivi, è stato il migliore, con i playoff raggiunti con Andrea Pirlo in panchina. Poi il crollo.
Nel 2024/25 la Sampdoria ha rischiato la Serie C, salvandosi però dopo il caso Brescia vincendo il doppio playout con la Salernitana. Proprio all’Arechi era presente Manfredi che, come in altri momenti molto tesi della contestazione dei tifosi, ha scelto di mettere la faccia.
Sampdoria, le contestazioni e lo strappo con il Monza: Manfredi solo al Luigi Ferraris

Sampdoria, dal salvataggio alla contestazione: i tre anni di Matteo Manfredi fino allo strappo con il Monza
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Le proteste dei tifosi tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo si sono fatte sempre più accese. Proprio Manfredi, lo scorso 13 settembre dopo la sconfitta interna con il Cesena, subì un’aggressione, con alcuni tifosi che presero a pugni l’auto in cui si trovava l’ex presidente. E, il 27 dicembre, durante Sampdoria-Reggiana, alcuni sostenitori blucerchiati si recarono in prima persona verso la tribuna d’onore per cercarlo. Ma Manfredi si era già allontanato su suggerimento delle forze dell’ordine.
Le presenze a Bogliasco, poi, come racconta Il Secolo XIX, si sono fatte sempre più rare: l’ultima l’8 gennaio. Mentre ha seguito le sfide con Modena e Mantova in trasferta, tornanro al Luigi Ferraris con il Monza, nella gara in cui è apparso evidente lo strappo con il resto della dirigenza.



