I tifosi della Sampdoria hanno presentato le loro richieste alla politica per il Nuovo Luigi Ferraris: vogliono essere più coinvolti
Lo scorso 17 aprile si è tenuto, a Palazzo Ducale, a Genova, un tavolo di confronto sul Nuovo Luigi Ferraris dal titolo “Il calcio italiano, i suoi stadi, i suoi tifosi: le sfide del futuro. Il caso stadio Luigi Ferraris“. Organizzato dall’Associazione Difesa Sampdoriana (presente la presidentessa Laura De Stefano) e appoggiato anche dalla Federclubs e dai gruppi de La Sud, ha avuto come tema proprio il futuro dell’impianto.
I tifosi blucerchiati hanno portato le loro lamentele per non essere stati coinvolti nelle decisioni. Il progetto del nuovo impianto non li considererebbe parte attiva dell’esperienza, ma solo come spettatori e non terrebbe in considerazione le esigenze di chi abita nel quartiere di Marassi.
Come ultras abbiamo parlato con la nostra società quando abbiamo rifatto lo stadio. Abbiamo voluto partecipare e portare il sentimento del vecchio stadio, un luogo che se sentivamo casa. Abbiamo preso esempio dallo stadio di Parma, con gradinate molto vicine al campo e ai giocatori. Lo stadio è di proprietà della società, ma in realtà appartiene della tifoseria
Nuovo Luigi Ferraris, l’esempio del Rapid Vienna

Nuovo Luigi Ferraris, i tifosi della Sampdoria vogliono essere coinvolti: le richieste alla politica
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E’ stato citato, da un tifoso del Rapid Vienna presente e ospite dell’evento, l’esempio del nuovo impianto degli austriaci, che hanno scelto di confrontarsi con i propri sostenitori. La curva, in particolare, ha avuto come ispirazione il Tardini di Parma.
La richiesta più importante, quindi, è quella di essere coinvolti per avere più trasparenza nel mondo del calcio. Come affermato da Emanuele Vassallo, presidente della Federclubs:
Abbiamo bisogno di interlocutori, cerchiamo di capire chi si vuole sedere al tavolo con noi e fare sue le proprie battaglie. Ci sono infiniti esempi dove burocrazie o rimbalzi di responsabilità portano a decisioni assurde. Noi chiediamo chi può aiutarci a livello istituzionale. Noi siamo la cornice ma anche chi ci mette pennello e tavolozza. Senza i tifosi non ci sarebbero diritti tv da centinaia di milioni, il calcio sarebbe meno seguito.
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