Sono otto, al momento, gli impianti in lizza per ospitare Euro 2032 in Italia: non ci sarebbe il Luigi Ferraris…
L’Italia riuscirà a ospitare Euro 2032? C’è preoccupazione intorno allo stato dei 5 impianti che dovranno, insieme ai cinque impianti della Turchia, essere teatro degli incontri della competizione che si terrà tra 5 anni.
Durante il forum organizzato da Il Foglio a San Siro, è intervenuto, tra gli altri, Michele Uva, Uefa Executive Director per l’Europeo 2032. Ha provato a fare chiarezza proprio sullo stato degli impianti italiani: non ci sono ritardi secondo Uva, convinto che l’Italia sia in linea con i tempi. Sono otto gli impianti che rispettano i requisiti:
Stiamo lavorando intensamente e sono convinto che l’Italia avrà l’Europeo con i suoi cinque stadi. Non ci sono ritardi e siamo perfettamente in linea con il percorso disegnato. Nessun allarmismo. Dobbiamo solo continuare a lavorare tutti insieme: dopo una forte accelerazione degli ultimi sei mesi, ci sono otto impianti che hanno il cronoprogramma che permetterà la loro candidabilità. Entro metà settembre la Figc sceglierà i cinque da comunicare alla Uefa e nella prima settimana di ottobre saranno ratificate le sedi. C’è una interlocuzione fitta con il governo, non possiamo perdere l’Europeo e qui dico che lavorando insieme non lo perderete.
Euro 2032, cosa ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis

Euro 2032, otto stadi candidabili per l’Italia: non c’è il Luigi Ferraris…
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Tra gli otto impianti rischia di non esserci San Siro e c’è anche qualche dubbio su Napoli:
Attenzione, se Milano non farà il nuovo stadio ospieremo l’evento senza Milano. Inter e Milan sono venute in Uefa 15 giorni fa per presentare il cronoprogramma e il progetto, se nel frattempo il processo dovesse rallentare e se Milano, così come Napoli, non avranno i requisiti non entreranno nel dossier.
Ma quali sono gli stadi in lizza? Al momento solo un impianto – l’Allianz Stadium di Torino – risponde a tutti i requisiti. Gli altri sette in lizza sono quelli di Firenze, Roma, Salerno, Palermo, Cagliari e Napoli. Uscito, per il momento, San Siro. E non compare nemmeno il Nuovo Luigi Ferraris, per cui Sampdoria e Genoa hanno presentato il progetto di restyling che prevede un investimento congiunto di 100 milioni di euro.
L’obiettivo è essere pronti proprio per Euro 2032, ma, al momento, non rientra negli stadi che andranno scelti entro metà settembre. Questo nonostante quanto aveva affermato la sindaca Silvia Salis sui tempi per i lavori:
Siamo in una fase di continua discussione con la società Genova Stadium, il 12 febbraio la giunta ha dichiarato l’interesse pubblico. La conferenza dei servizi decisoria sarà la sede fondamentale per il progetto, nonostante il ritardo della società i tempi per Euro 2032 sono rispettati. Il nostro obiettivo è di avere una infrastruttura moderna, integrata con il tessuto urbano e che viva non solo durante le partite ma anche che si apra a spettacoli e concerti. Noi vogliamo che lo stadio venga ristrutturato ma resti pubblico. Vogliamo uno stadio che possa dotare il quartiere di Marassi. Parma sta seguendo un percorsi identico al nostro, ma senza alcun canone per 70 anni. Che arrivino gli Europei o no la nostra città merita uno stadio degno della sesta città d’Italia.



