L’ex attaccante e capitano della Sampdoria, Fabio Quagliarella, ricorda uno dei passaggi più importanti a Genova…
In un’epoca dominata da giganti del calcio mondiale, c’è chi è riuscito a scrivere la storia con la forza della perseveranza e una classe fuori dal comune. Fabio Quagliarella, ospite di Lottomatica Sport, è tornato a raccontare quella magica annata 2018-2019, quando a 36 anni suonati si laureò capocannoniere della Serie A con la maglia della Sampdoria. Un traguardo che non fu solo statistico, ma una vera e propria impresa generazionale:
A 25 anni avrei mai pensato che a 36 sarei stato ancora lì? No, sinceramente quando vedevo un trentenne mi sembrava già alla frutta
ha ammesso con un sorriso il campione stabiese.
Quella stagione resta scolpita negli annali: Quagliarella mise a segno 26 reti, eguagliando il record di Gabriel Batistuta segnando per 11 partite consecutive. Un rendimento che lo proiettò nell’Olimpo europeo: Quell’anno l’ex arrivò terzo alla Scarpa d’Oro dietro a Messi e Mbappè. Fabio risponde con la consueta umiltà:
Potevo vincerla, ma con quei due davanti mi arrendo, va bene tutto! Essere accostato a due “mostri sacri
è stato il giusto premio per una carriera vissuta tra capolavori balistici e una resilienza fuori dal comune.
Il segreto di quella “seconda giovinezza”? La serenità ritrovata dopo la fine di un incubo personale legato a una vicenda di stalking che ne aveva condizionato gli anni a Napoli:
Mi ero liberato da quel peso, ero molto più sereno e da lì ho svoltato
Sampdoria, Fabio Quagliarella parla di un record storico
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Con 556 presenze in Serie A e gol leggendari da centrocampo o in sforbiciata, Quagliarella ha dimostrato che il talento non ha data di scadenza. Oggi, guardando indietro a quel podio europeo con Messi e Mbappé, resta la consapevolezza di un calciatore che ha saputo farsi amare da tutte le tifoserie, diventando un simbolo di longevità e pura estetica del gol.



