Sampdoria e bilanci in perdita, Albisetti spiega che serviranno ancora ricapitalizzazioni da parte di Joseph Tey o di chi prenderà il suo posto
“Non si fallisce se c’è una perdita, ma si fallisce se la proprietà non è in grado di apportare nuove risorse“. Con queste parole Raffaele Fiorella, CEO corporate della Sampdoria, ha spiegato che all’orizzonte non c’è il rischio fallimento per la società blucerchiata, nonostante questa si avvicini a chiudere anche il bilancio 2025 in perdita. Lo ha preannunciato lo stesso Fiorella, in attesa della definitiva approvazione del rendiconto.
Il rischio però non ci sarebbe perché i dirigenti e gli amministratori della Sampdoria confidano negli investimenti e nelle ricapitalizzazioni da parte degli azionisti. Su modello di quello che è accaduto l’anno scorso, quando Joseph Tey ha immesso i soldi necessari nel club, per un investimento da oltre 100 milioni di euro. Lo ha spiegato l’esperto Roberto Albisetti a Telenord:
L’anno scorso il problema lo hanno risolto perché in realtà il socio che c’era dietro aveva contribuito. In Lussemburgo (dove ha sede la controllante della Sampdoria, ndr) i soldi che arrivano non lo fanno a livello di contributi di capitale, ma sono dei prestiti convertibili che hanno salvato il bilancio l’anno scorso. La società, quando noi abbiamo fatto la revisione a maggio, aveva già previsto di convertire questi prestiti speciali da parte dei soci, quindi ci sono state delle ricapitalizzazioni. Quest’anno ci dovranno essere delle altre
Sampdoria, Albisetti: “Facciamo il tifo perché Tey, o qualcuno al suo posto, continui a metterci i soldi”

Sampdoria, Roberto Albisetti: servono nuove ricapitalizzazioni di Joseph Tey (o di chi prenderà il suo posto). Le parole
Lo strumento consueto che sta utilizzando la proprietà della Sampdoria per immettere denaro nelle casse è quello del prestito obbligazionario convertibile. E dalla chiusura del bilancio 2025 si potrebbe capire cosa prevedono gli amministratori per il 2026. Continua Albisetti:
L’anno scorso alla chiusura del bilancio dicevano che 56 milioni di prestiti erano pronti a essere convertiti in capitale, quindi quello che avevano deciso gli amministratori è che c’è una continuità aziendale e questa continuità aziendale è dovuta al fatto che abbiamo degli investitori alle spalle che hanno un impegno continuativo a mantenere in vita la società e a finanziarla
Dunque la Sampdoria, a maggior ragione perché accumula perdite da anni, ha bisogno degli investimenti della proprietà. Ha bisogno ancora che Tey immetta i suoi fondi nel club. Oppure che lo faccia chi prenderebbe il suo posto, in caso di cessione. Conclude Albisetti a Telenord:
Vedremo quando chiuderanno il bilancio con molta umiltà che numeri ci metteranno e che spiegazioni daranno, però noi tutti facciamo il tifo per loro che continuino a metterci soldi e in particolare che il signor Tey ce li continui a mettere perché sappiamo che le disponibilità ce l’ha e se per caso decidono di rimpiazzare il signor Tey con qualcun altro che venga qualcun altro che abbia più solidità del signor Tey



