La lesione al flessore pone praticamente fine alla stagione di Simone Pafundi alla Sampdoria, i numeri dell’annata tra pochi alti e molti bassi
La stagione di Simone Pafundi è praticamente finita. La lesione muscolare al flessore della coscia sinistra gli imporrà di stare fuori dai giochi almeno un mese, il che significa un minimo di tre partite saltate sulle sei rimanenti. Ma non è da escludere che il campionato possa dirsi concluso e probabilmente la sua avventura alla Sampdoria.
Il diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro (l’Udinese avrebbe il contro-riscatto a 6) sembra una cifra troppo elevata per le casse blucerchiate per quello che il giocatore ha potuto far vedere, in una stagione che per il 2006 è stata un mix di sfortuna, poche occasioni di mettersi in mostra e difficoltà a cogliere proprio quelle che gli sono state date.
Pafundi è arrivato a Genova ancora accompagnato da quell’aura di predestinato che lo avvolge da quando Roberto Mancini aveva scommesso su di lui in Nazionale italiana a 16 anni, ma anche un po’ dalla necessità di fare uno step in più. Ora di anni ne ha 20 e Mancini figlio ha deciso di portarlo alla Sampdoria, dove avrebbe potuto crescere e ritrovarsi, dopo alcuni anni opachi tra Udinese e Losanna. Ma la missione non è propriamente riuscita.
Il campionato di Pafundi alla Sampdoria è iniziato in sordina nelle prime 4 partite, in cui Massimo Donati lo mandava in campo a gara in corso negli ultimi minuti. Ma è proprio con il tecnico friulano che il 2006 ha vissuto il suo periodo migliore a Genova: due assist contro Cesena e Bari, poi la prestazione di alto livello contro il Pescara, contro cui ha trovato il primo e unico goal in blucerchiato, peraltro nella sola vittoria di Donati.
Sampdoria, un goal, tre assist e qualche rimpianto: il vero Pafundi si è visto quasi solo con Donati
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Lì sembrava che Pafundi fosse davvero sbocciato. Poi è arrivata la sosta delle Nazionali di ottobre, in cui si è fatto male con l’Under 21, una lesione al bicipite femorale che lo ha costretto a stare fermo 5 partite. Un film che in modo beffardo si è rivisto proprio in questi giorni, quando si è infortunato nell’Italia Under 20. Al suo ritorno a disposizione Pafundi ha trovato Foti e Gregucci, non più Donati.
Da lì è cominciato un impiego altalenante da parte del duo in panchina: qualche volta titolare, altre in panchina, ma il rendimento è discontinuo e soprattutto non incisivo. Da segnalare solo un assist da novembre in poi, poi il contributo sotto porta è diminuito sensibilmente. Fino al calciomercato di gennaio, quando Pafundi ha cominciato a perdere del tutto il posto. Più volte Gregucci, in conferenza stampa, ha sottolineato che il giocatore ha una qualità tecnica di categoria superiore, ma che avrebbe dovuto metterci di più dal punto di vista del sacrificio e dell’atteggiamento.
Dal 7 febbraio in avanti con Foti in panchina non è mai più stato titolare, fino al cambio di guida tecnica. Attilio Lombardo ha voluto riprovare a dargli una chance, soprattutto dopo Carrara dove Pafundi è stato il migliore dei subentranti per rendimento.
Dopo quella partita è arrivata anche la contestazione dei tifosi, indirizzata anche al trequartista ventenne personalmente, e Popeye ha voluto dargli ancora più fiducia facendolo tornare titolare con l’Avellino dopo due mesi dall’ultima volta. La partita però è durata solo un tempo. Che potrebbe essere stato l’ultimo per Pafundi con la maglia blucerchiata.



