Secondo Dossena, il vero nodo della crisi è strutturale: “il problema è fuori, è da anni che non è più dentro al campo”
Beppe Dossena, commentando la situazione in casa Sampdoria, ha tracciato un bilancio amaro. Secondo l’ex centrocampista, nonostante il mercato invernale abbia consegnato una rosa potenzialmente competitiva, la squadra è purtroppo “tornata a essere involuta, molto”. Sebbene Dossena creda ancora nel traguardo della permanenza in categoria — “questa di gennaio è una squadra che può salvarsi perché il campionato non è ancora finito” — non nasconde che, guardando alle ultime partite, “certo, i rischi e i pericoli ci sono”.
Sampdoria, l’analisi di Beppe Dossena: “Allenatori soli e troppi errori, il problema è fuori dal campo”

Sampdoria , Beppe Dossena: qui gli allenatori sono tutti uomini soli… Le parole
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Il cuore della riflessione di Dossena si sposta però rapidamente dagli aspetti tecnici a quelli gestionali. Con estrema fermezza, ha ribadito che “il problema è fuori, è da anni che non è più dentro al campo”. Puntando il dito sulla solitudine dei tecnici che si sono avvicendati sulla panchina doriana, ha spiegato come molti di loro siano “caduti quasi tutti” proprio per la mancanza di un supporto alle spalle: “Se non c’è la società, questi sono uomini soli, sono destinati a rimanere da soli, a non condividere le idee, i pensieri”.
L’analisi si fa ancora più inquietante quando Dossena descrive il clima interno in cui un allenatore si trova a operare, arrivando a dire che spesso, nel momento in cui cercano un confronto, i tecnici “si rendono conto che magari c’è qualcuno in società che gli rema contro”. In un contesto così frammentato, il compito di fare punti diventa un’impresa titanica: “Diventa dura, diventa molto dura trovare e fare risultati”. Il cammino verso la salvezza è ormai agli sgoccioli e il tempo per le analisi lascerà presto spazio solo al verdetto del campo. Dossena conclude con un auspicio che sa di ultima chiamata: “Quante partite mancano alla fine? Nove. Speriamo”.



