Calciomercato Sampdoria, Vincenzo Grifo, attaccante del Friburgo, rivela che quando era in Nazionale con Roberto Mancini qualche squadra italiana l’ha cercato
Vincenzo Grifo avrebbe potuto giocare in Serie A. Quel campionato dove non è mai arrivato perché è rimasto sempre in Germania, terra d0v’è nato ma col tricolore portato orgogliosamente nel cuore, fino a che Roberto Mancini non gliel’ha regalato. O meglio, finché il Mancio non lo ha convocato per la prima volta nel 2018 con la Nazionale italiana, dandogli l’onore della maglia Azzurra.
La parentesi in Nazionale, durata fino a che Mancini è rimasto in sella all’Italia, gli ha dato visibilità anche nel nostro Paese. Con alcune squadre che hanno provato a portarlo a casa. Si è parlato di Lazio, di Fiorentina e anche di Sampdoria. È stato lo stesso Grifo ad ammetterlo in alcune interviste passate, ma alla fine ha sempre deciso di restare in Germania, dove è il capitano del Friburgo. Di recente è tornato a parlare dell’argomento in un’intervista rilasciata a Chiamarsi Bomber:
Se mi hanno cercato recentemente? No, recentemente no. Nei 5 anni di Nazionale diverse squadre si sono interessate a me ma non c’è mai stato nulla di concreto. Però io non ho mai voluto lasciare il Friburgo perché conosco bene la squadra e so di essere titolare. Inoltre, i tifosi mi vogliono bene e la mia famiglia vive tutta qui. Sarei andato via in lacrime, perché 10 anni sono tanti, ormai la mia vita è qui. Il mio cuore ha scelto di restare a Friburgo
Calciomercato, la Sampdoria sulle tracce di Grifo ai tempi della Nazionale con Mancini

Calciomercato Sampdoria, Vincenzo Grifo era vicino, poi…
Questa volta Grifo non ha nominato quali squadre lo hanno cercato. Ma fino a qualche anno fa l’attaccante classe 1993 è stato vicino a mettere per la prima volta il piede in Serie A. Con la Sampdoria come suggestione perfetta, nel segno di Roberto Mancini e del passato blucerchiato di colui che lo ha lanciato in Nazionale. Ora sono cambiati i tempi e l’esterno d’attacco si trova bene in Germania, dove ha costruito la sua vita calcistica e familiare. Ma non ha mai chiuso le porte all’Italia e la suggestione, chissà, potrebbe anche tornare di moda…



