Festival di Sanremo, sembra siano volati gli stracci tra Serena Brancale e Arisa, una sinfonia di troppo ha fatto saltare i nervi…
Il palcoscenico del Festival di Sanremo 2026 non è solo una gara canora, ma un complesso ecosistema di simboli, dove un’acconciatura o il taglio di un abito possono pesare quanto una nota stonata. In queste ore, il brusio del dietro le quinte si è trasformato in un boato mediatico che vede protagoniste due tra le voci più originali del panorama italiano: Arisa e Serena Brancale. Al centro della contesa non ci sarebbe la tecnica vocale, ma un’accusa silenziosa che corre tra i corridoi dell’Ariston e rimbalza sui social, legata a una metamorfosi estetica che sa di già visto. Pare infatti che tra le due non corra buon sangue e che il motivo risieda in una sovrapposizione d’identità artistica fin troppo marcata.
Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti dei diretti interessati, Arisa non avrebbe affatto gradito la nuova direzione stilistica intrapresa dalla collega pugliese. La Brancale, nella sua recente evoluzione verso un’immagine più sofisticata e sperimentale, avrebbe attinto a piene mani dal bagaglio iconografico costruito negli anni dalla cantante di Sincerità. Non si tratterebbe solo di una coincidenza cromatica, ma di una vera e propria ricerca di stile che ricalca le scelte audaci e trasformiste di Arisa. L’episodio che ha fatto traboccare il vaso è andato in scena proprio ieri sera, quando il confronto visivo è diventato impossibile da ignorare anche per lo spettatore meno attento: un abito e una pettinatura talmente simili da sembrare usciti dallo stesso armadio, o quantomeno dalla stessa visione creativa.
Festival di Sanremo, la lite per una sinfonia…
Festival di Sanremo 2026 – la sinfonia della discordia tra Serena Brancale e Arisa
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In un contesto come quello del Festival, dove l’autenticità è la moneta più preziosa, l’imitazione finisce per essere interpretata non come un omaggio, ma come una sottrazione di spazio vitale. Se è vero che l’emulazione rappresenta spesso la forma più sincera di ammirazione, nel mondo dello spettacolo può trasformarsi rapidamente in un’offesa sottile, un complimento che brucia perché rischia di confondere i confini tra l’originale e il riflesso. Arisa, nota per la sua capacità di cambiare pelle rimanendo fedele a un’anima artistica inafferrabile, si troverebbe ora a difendere il proprio territorio estetico da un’incursione che sa di “copia e incolla”. Mentre il pubblico si divide tra chi difende la libertà di ispirazione e chi invoca l’unicità, la tensione tra le due artiste aggiunge un capitolo inaspettato alla cronaca del Festival, confermando che a Sanremo lo stile non è mai solo una questione di vestiti, ma un manifesto di chi si vuole essere.
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