Festival di Sanremo, Olly non vede l’ora che sia giugno per tornare per tre date al Luigi Ferraris, ritorno all’Ariston? non lo esclude…
C’è un legame che non si spezza e un sogno che resta lì, sullo sfondo, pronto a riaccendersi. Olly torna a parlare del Festival di Sanremo e lo fa con la spontaneità che lo contraddistingue: Un giorno potrei tornare all’Teatro Ariston. Nessun annuncio ufficiale, nessuna data cerchiata in rosso, ma un desiderio che suona come una promessa.
Sanremo, per Olly, non è solo una vetrina. È il luogo che consacra, che misura la crescita artistica, che mette alla prova davanti al grande pubblico. L’idea di rimettere piede su quel palco racconta la voglia di continuare a evolversi e di confrontarsi ancora con il contesto più popolare della musica italiana. Un ritorno, se e quando arriverà, avrebbe il sapore della maturità: meno sorpresa, più consapevolezza.
Festival di Sanremo, Olly non vede l’ora del Luigi Ferraris
Festival di Sanremo 2026 – Olly: prima o poi tornerò, che figata il Luigi Ferraris quest’estate
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Ma se l’Ariston rappresenta un sogno professionale, c’è un altro palco che tocca corde ancora più intime. Da tifoso dichiarato della Sampdoria, Olly non ha nascosto l’emozione per i tre concerti in programma a giugno allo Stadio Luigi Ferraris: Una figata, li ha definiti senza giri di parole.
E in quell’espressione c’è tutto: l’orgoglio di cantare nello stadio della propria squadra del cuore, la dimensione collettiva del live, il cerchio che si chiude tra passione calcistica e carriera musicale. Il Ferraris non è solo una tappa del tour, ma un simbolo. Per un artista cresciuto a Genova, salire su quel palco significa giocare in casa, davanti alla propria gente.
Tra il sogno di un nuovo capitolo al Festival e l’adrenalina dei concerti nel tempio blucerchiato, Olly si muove su due binari paralleli: ambizione nazionale e radici ben salde. L’Ariston come obiettivo da riconquistare, il Ferraris come festa condivisa. E in mezzo, un percorso artistico che continua a crescere, con lo sguardo rivolto al futuro ma i piedi ben piantati nella propria città.



