L’Assemblea della Lega Serie A ha bocciato la proposta del Governo sull’azionariato popolare: inviate lettere a Senato e Ministro dello Sport
Niente azionariato popolare. Nell’Assemblea di Lega, la Serie A ha deciso di bocciare la proposta del Governo sull’azionariato popolare, chiedendo, inoltre, maggior sensibilità proprio alla politica per riesaminare questa opportunità. Il modello Bayern Monaco, dove l’associazione con 300.000 soci e tifosi detiene il 75% delle quote, non piace alle società.
Il presidente di Lega Ezio Simonelli ha inviato, il 17 febbraio, una lettera al presidente del senato Ignazio La Russa e al ministro dello Sport Andrea Abodi per manifestare tutta la perplessità del movimento calcistico espressa all’unanimità dall’Assemblea andata in scena lunedì 16 febbraio.
Serie A, cosa succede con l’azionariato popolare

Serie A, azionariato popolare: la Lega boccia la proposta del Governo. I dettagli
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Il provvedimento è stato definito “lacunoso” e, inoltre, i presidenti ritengono che ci si dimentichi di “introdurre presidi atti a impedire che il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle cuve si trasferisca anche alla governance societaria”. Questa sarebbe la preoccupazione principale.
La commissione Antimafia sta procedendo proprio ad attenzionare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e dei legami tra criminalità e società sportive. Con Lega Serie A e società che stanno combattendo questa problematica con forza.
Serve, dunque, un disegno di legge diverso per le 20 squadre di Serie A. Un disegno che possa convincere la Lega, anche se è già stato approvato alla Camera ad aprile e ora è all’esame del Senato.



