Il Museo della Figurina non poteva non rendere omaggio ad uno dei suoi capisaldi, dei suoi padri come Giuseppe Panini
Modena rende omaggio a uno degli uomini che hanno cambiato per sempre il modo di vivere il calcio fuori dal campo. A trent’anni dalla scomparsa di Giuseppe Panini, il Museo della Figurina dedica una grande mostra all’interno di Palazzo Santa Margherita, trasformando l’anniversario in un’occasione per raccontare non solo una storia imprenditoriale, ma un pezzo di identità collettiva italiana.
L’esposizione, aperta dal 18 febbraio al 6 settembre, ripercorre la vicenda personale e professionale di Panini, fondatore nel 1961 insieme ai fratelli della casa editrice Panini, divenuta sinonimo stesso di album e figurine. Da un’intuizione nata a Modena è scaturito un fenomeno editoriale capace di attraversare generazioni, trasformando il rito dello “scambio doppioni” in un linguaggio universale tra ragazzi, famiglie e appassionati.
Il percorso espositivo affianca alla collezione permanente materiali rari, testimonianze e oggetti che documentano l’evoluzione della figurina come strumento di comunicazione visiva: non solo calciatori, ma anche stampati promozionali, piccoli formati illustrati e prodotti editoriali che raccontano come l’immagine tascabile abbia influenzato grafica e cultura popolare. La donazione della raccolta personale di Giuseppe Panini al Comune, avvenuta negli anni Novanta, ha posto le basi per la nascita del Museo inaugurato nel 2006, oggi punto di riferimento per studiosi e collezionisti.
Le Figurine Panini festeggiano un importante traguardo…
Museo della Figurina, vent’anni e non sentirli. C’è l’omaggio a Giuseppe Panini
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Tra le curiosità più attese c’è lo spazio dedicato a Pier Luigi Pizzaballa, protagonista involontario di una delle leggende più celebri del collezionismo sportivo. La sua figurina della stagione 1963/64 divenne quasi introvabile, alimentando per mesi racconti e ricerche infinite. Da allora, l’espressione “Mi manca Pizzaballa” è entrata nell’immaginario comune come simbolo dell’ultimo tassello impossibile da trovare.
La mostra non si limita alla celebrazione nostalgica: visite guidate, incontri tematici e laboratori didattici accompagneranno il pubblico lungo tutto il 2026, confermando il Museo come spazio dinamico, capace di intrecciare memoria e contemporaneità. Perché dietro ogni figurina non c’è soltanto un volto stampato, ma una storia che continua a parlare al presente.



