La Sampdoria vince ancora e Matteo Monforte nella rubrica Peccati di gol difende dalle critiche Foti e Gregucci e comincia a sognare i playoff…
Peccati di gol, Matteo Monforte, la carta del giornale e qualche strano sogno sulla nostra Sampdoria. C’è tutto per mettersi comodi e fare qualche pensiero strano. Iniziamo così, con Olly:
Dimmi che non sono solo dei pensieri strani, dimmi che di tanto in tanto li fai pure tu…
Giusto farli, ha ragione Matteo. Questa squadra, costruita a gennaio con la riapertura del portafoglio da parte di Joseph Tey e Matteo Manfredi, è diversa, è forte, può farci venire davvero qualche pensiero strano. Che poi banalmente si chiama ambizione…
Nelle ultime 4 partite abbiamo portato a casa 3 vittorie e 1 pareggio (Dio solo sa quanto brucia quel 3-3 col Palermo, mamma mia, adesso) quindi, qualche pensiero strano, devo dire che lo sto facendo pure io. E credo sia lecito, no?
Su una cosa però non sono d’accordo. Su come si arriva alla vittoria. Caro Matteo, ci vuole stile nel perdere come nel vincere. Mettiamola così. Ma leggiamo insieme il tuo pensiero:
E chi se ne frega se non abbiamo praticamente fatto tiri in porta, se non abbiamo il gioco del Manchester City, se Coda sta in panchina, se i cambi non sono stati azzeccati, se sono stati fatti sempre i soliti errori e blablablabla. Prendiamoci ‘sto 1 a 0 brutto, sporco e cattivo…
Sampdoria, Matteo Monforte difende Foti e Gregucci
Sampdoria, Matteo Monforte: Foti e Gregucci non sono i miei allenatori ma ora insieme a loro sognamo i playoff
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No gioco, si vittorie. Un binomio che adesso piace. Piace tanto dopo tanto fango. Quindi bisogna andare avanti con questi due allenatori, almeno fino a giugno. Questo il pensiero di Matteo Monforte nella rubrica su Il Secolo XIX.
Per carità, anche io non sono un fan del duo delle meraviglie Foti e Gregucci, penso l’abbia capito chiunque legga questa rubrica: pecche ne hanno tante, inesperienza pure (almeno Foti) e sicuramente non sono i due allenatori che mi porterei in battaglia se dovessi tentare un’impresa storica. Però… vi pongo un quesito, cari i miei Mourinho da tastiera come me: ve la sentireste, adesso, alla luce di questi ultimi 4 risultati, di dare loro un calcio nel sedere, prendere l’ennesimo allenatore nuovo e ri-iniziare tutto (e dico tutto) da capo, per l’ennesima volta? Io sinceramente NO.



