Riccaardo Maspero racconta del suo trascorso alla Sampdoria: tra gli aneddoti con Gullit e la richiesta di Roberto Mancini
Riccardo Maspero è stato uno dei centrocampisti che hanno segnato il campionato italiano tra la metà degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Duemila. Famosa la sua buca nel derby tra Torino e Juventus del 2001 che fece sbagliare il rigore a Salas. Nella sua lunga carriera si registra anche un passaggio alla Sampdoria nella stagione 1994/95.
Arrivò dopo sei anni alla Cremonese, come racconta nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, voluto fortemente da Sven-Goran Eriksson:
Volevo fare un salto di qualità. Mi chiamò Eriksson e mi disse “ti voglio in squadra”. Era impossibile dire di no.
Alla Sampdoria, però, non si è visto il Maspero di Cremona. Qualcosa non è andato:
Erounpo’ penalizzato dal modulo. Poi l’anno dopo loro presero Seedorf e Karembeu e io scelsi di andare via. Conservo, però, ricordi memorabili, come la semifinale di Coppa delle Coppe con l’Arsenal. Fu una cavalcata incredibile. Ho stretto tanti legami anche quell’anno, uno in particolare con Ruud Gullit.
Sampdoria, il racconto di Maspero: il rapporto con Gullit e la richiesta di Mancini

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Il legame con Ruud Gullit:
Stavamo davvero tanto tempo insieme. Lui era già una star, io un ragazzo al primo anno in una grande squadra. Per uscire insieme doveva travestirsi, ogni volta era uno spettacolo. Ho tanti flash di un ragazzo fantastico: a cena ti faceva piegare dal ridere, in spogliatoio metteva la musica. Poi entrava in campo e si trasformava.
Nell’addio di Maspero, secondo il suo racconto, c’entra anche Roberto Mancini. Dalle dichiarazioni dell’ex giocatore fu proprio Bobby Goal a spingere per il suo addio dopo un solo anno. Lo stesso Mancini che avrebbe, invece, l’anno prima, chiesto il suo acquisto:
Diciamo che Roberto alla Sampdoria aveva molto potere. Eriksson lo ascoltava tanto e il mio ruolo da seconda punta era unpo’ ingombrante. Non abbiamo mai litigato, tranne una volta. Se posso. Anche in allenamento era uno che pretendeva molto, una volta gli diedi male una palla e impazzì. Io gli risposi e discutemmo. Non ho niente contro di lui, ma so che spinse per la mia cessione. E pensare che mi dissero che solo un anno prima era stato lui a suggerire a Mantovani e al mister di prendermi



