La seconda edizione di “My name is Luca. Ballata con Vialli” ha permesso ancora una volta a Massimo Mauro di raccogliere fondi per la ricerca
L’onda lunga del successo di “My name is Luca. Ballata con Vialli” non si placa: all’abbraccio colmo di emozione e passione delle 1.400 persone che lunedì 19 gennaio hanno fatto segnare il sold out al Teatro Regio di Torino per celebrare Gianluca Vialli a tre anni dalla sua scomparsa, si aggiunge ora un altro grande numero, quello della cifra raccolta attraverso la vendita dei biglietti che la Fondazione Vialli e Mauro devolverà interamente all’Istituto di Candiolo-IRCCS, centro specializzato nel trattamento delle patologie oncologiche.
La cifra ammonta a 70.000 euro che saranno destinati, in particolare, allo sviluppo del reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva diretto dalla dottoressa Teresa Staiano: un progetto, questo, avviato nel 2024 nell’ambito del quale la Fondazione Vialli e Mauro ha già donato un macchinario di endoscopia per la diagnosi, stadiazione e cura (in casi selezionati) del tumore al pancreas.
A questa cifra si aggiungono i 50.000 euro che la Fondazione Vialli e Mauro ha raccolto in favore dell’Istituto di
Candiolo-IRCCS in occasione della Golf Cup del 2025.
Fondazione Vialli e Mauro ha raccolto più di 100 mila euro per la ricerca

My name is Luca. Ballata con Vialli, raccolti fondi per la ricerca. La cifra
LEGGI ANCHE Verso Catanzaro-Sampdoria, Antonin Barak a rischio: davanti Massimo Coda o Matteo Brunori? Le ultime
Massimo Mauro, presidente della Fondazione Vialli e Mauro ha voluto sottolineare il successo della seconda edizione. Un’edizione che ha visto la partecipazione ancora una volta di un po’ di Sampdoria con il nipote Riccardo e Attilio Lombardo che ha voluto esserci di persona.
Le 1.400 persone che lunedì hanno riempito il Teatro Regio si sono aggiunte alla grande squadra composta da tutti i donatori che in questi 23 anni di attività hanno camminato vicino a noi che, ogni giorno, continuiamo a lavorare come se Luca fosse ancora qui. Lo facciamo seguendo le linee guida che raccontano come lui viveva questo impegno, il suo modo di curare i rapporti personali e anche realizzando ciò che più gli piaceva. Lo dobbiamo a lui e anche a noi stessi: abbiamo avuto il privilegio di condividere con Luca 19 anni di questo viaggio e per questo è nostra intenzione continuare a essere coerenti e fedeli a quel progetto iniziale che lui tanto aveva a cuore



