Dopo essere diventato di fatto il proprietario della Sampdoria, Joseph Tey vorrebbe prendere anche il comando delle operazioni ora in mano a Matteo Manfredi, secondo l’esperto Roberto Albisetti
Cambio alla guida della Sampdoria? Questo è quello che potrebbe prospettarsi nell’arco dei prossimi mesi. Questo, almeno, è quello che potrebbe volere Joseph Tey, il maggior azionista del club blucerchiato, che starebbe puntando a diventare anche qualcosa di più di colui che ci mette semplicemente i soldi. Vorrebbe maggiore potere decisionale di quanto già non abbia. E soprattutto vorrebbe operare di più in prima persona.
Lo spiega Roberto Albisetti, esperto di finanza e opinionista di Telenord secondo cui ormai Tey vorrebbe dimostrare di aver imparato come muoversi nel costruire e amministrare una squadra di calcio come la Sampdoria. Questo, però, a scapito di colui che ora svolge, per conto dell’investitore di Singapore, proprio quelle mansioni:
Tey ha detto che lui non se ne vuole andare, non solo perché sa che altrimenti perderebbe un sacco di soldi, ma perché vuole dimostrare di essere in grado di fare una squadra forte. Ma questo non lo può fare se non assume il comando diretto delle operazioni. Cosa che ora è in mano a Manfredi
Sampdoria, Albisetti: “Tey vuole prendere il timone di Manfredi. Difficili novità prima dell’estate”

Roberto Albisetti: Joseph Tey vuole prendere il comando della Sampdoria al posto di Matteo Manfredi
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Sostanzialmente Tey vorrebbe prendere il posto di Manfredi. I due avrebbero da tempo divergenze di vedute su come amministrare il club blucerchiato, tanto che a inizio dicembre c’era stato un colloquio tra il maggior azionista e Andrea Radrizzani. Con l’ex presidente che ha provato a fare da paciere. Secondo Albisetti, il proprietario de facto della Sampdoria vorrebbe ora assumere personalmente la carica di dirigente operativo:
L’obiettivo dei Tey credo sia di prendere in mano il timone. Ha capito che i contratti che ha fatto non hanno rispettato le attese. La struttura societaria messa in piedi all’inizio era complessa per un’attività ad alto rischio come il calcio. La Sampdoria non è una startup tecnologica, ci sono variabili importantissime come l’interazione con l’ambiente. E da Singapore non si può capire come muoversi nel calcio italiano. Tey ha capito che deve fare aggiustamenti più profondi e non riuscirà a farli prima dell’estate prossima
In estate, secondo Albisetti, potrebbero esserci novità importanti nel management della Sampdoria. E non è escluso che Tey, una volta deciso di rimanere definitivamente e di non cedere, possa tirare in ballo altri investitori nella società:
È sicuramente possibile che Tey possa avere capacità di aggregazione e portare altri investitori insieme a lui, però da quel che mi è stato detto non gli mancano i soldi e nemmeno la voglia di investire nella Sampdoria



