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Genoa-Sampdoria, con tanti saluti a Stankovic

di Massimiliano Lussana
Genoa Sampdoria Stankovic

Premessa maggiore: non sono un tifoso di Genoa o Sampdoria, ma un forte simpatizzante di entrambe e non ho mai capito i tifosi di una o dell’altra squadra che gufano contro i cugini, perché non c’è niente di più bello del derby della Lanterna in Serie A, con due tifoserie così, con la città che vive e si emoziona per 365 giorni all’anno, stasera se possibile ancora più bello per l’esordio della scritta “La mia Liguria” e della campagna di promozione turistica voluta da Giovanni Toti su entrambe le maglie che credo possa essere un volano straordinario.

Premessa minore: valeva la pena essere qui, allo stadio, con le stalattiti alle mani, per raccontare la meraviglia di queste gradinate e di questi colori. Rovinato solo alla fine dal lancio dei fumogeni in campo dalla Nord, del tutto fuori posto, ma non in grado di rovinare comunque una splendida serata di tifo.

La Sampdoria migliore delle ultime settimane ha vinto strameritatamente. Insomma, non c’è stata storia e del Genoa ci sono da salvare solo gli ultimi quindici minuti, con la reazione finale, inutile e tardiva.

Dedicato a quelli che si entusiasmano solo leggendo le intercettazioni e si arrabbiano persino se si dice che Ferrero ha ottenuto due noni e due decimi posti e un tecnico come Marco Giampaolo ha portato parecchie plusvalenze.

Per quelli che lo scorso anno Candreva non sembrava il giocatore infinito di questa stagione, semplicemente perchè non giocava nel suo ruolo, esattamente come Damsgaard che, quando tornerà, ci sarà da divertirsi.

Dedicato a quelli che volevano esonerare D’Aversa per metterci Stankovic, che non poteva venire, ma sui giornali ci stava benissimo perché vuoi mettere il piacere di delegittimare l’allenatore alla vigilia della partita con la Lazio e poi a quattro giorni dal derby e vedere l’effetto che fa. E chi dava queste informazioni era dentro la società e non fuori.

E onore a D’Aversa che ha saputo tenere la barra dritta nel momento più difficile, dentro e fuori, e da come il gruppo ha risposto si è capito quanto era folle esonerarlo e rimpiangere il passato.

Genoa-Sampdoria dedicato a chi voleva mandare via D’Aversa…

Genoa-Sampdoria, con tanti saluti a Stankovic

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Dedicato a quelli che Gabbiadini non ha abbastanza sangue, vuoi mettere Torregrossa.

Dedicato ancora a quelli che “D’Aversa è debole, non ha carisma, non sa preparare le partite, vuoi mettere Ranieri che, sì perdeva i derby, ma era un’altra cosa, che sì al Watford ne ha perse cinque delle ultime sei, ma era un’altra cosa”.

Per quelli che “la difesa della Sampdoria parte sempre da tre gol presi” e “se ci sono Colley e Yoshida insieme anche peggio”.

Per tutti i giocatori della Sampdoria, tutti. Ma se devo fare qualche nome, ci metto Silva, immenso questa sera, proprio Colley e Yoshida, Caputo e Gabbia insieme che dimostrano di essere la coppia titolare, Augello e Ekdal con rabbia agonistica, Candreva con il piede fatato e una splendida catena con Bere, Verre entrato benissimo con la sua discesa finale e Dragusin pure. Dietro la lavagna solo Chabot per un folle retropassaggio e per la rissa finale.

Dedicato agli anziani, alle famiglie, ai bambini, ai sampdoriani veri che sono andati a riempire la Sud questa sera, dimostrando che si può essere blucerchiati, si può amare la squadra, si possono sventolare le bandiere, si può avere l’orgoglio dei propri colori molto più di chi, facendosi male ogni giorno di più, si attacca a motivazioni e slogan che nulla hanno a che fare con il sostegno a questa squadra.

Dedicato a chi pensa che i fondi risolvano tutti i problemi, su entrambe le sponde del Bisagno.

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