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Concordati Ferrero, Vidal conferma il piano di rientro di Farvem

di Matteo Palmisano
Concordati Ferrero Farvem

Il giudice Daniela Cavaliere ha ammesso al concordato Farvem, la seconda azienda di Ferrero: per Vidal la prima soluzione è la vendita degli immobili

Dopo il Concordato Eleven Finance, è stato approvato anche quello di Farvem, la seconda azienda della famiglia Ferrero. Il giudice Daniela Cavaliere ha ammesso al concordato la società in virtù  del piano preparato dagli advisors Gianluca Vidal e l’avvocato Luca Ponti. (Concordati Ferrero: il Tribunale decide anche su Farvem).

Il Tribunale di Roma ha scelto, con questo provvedimento, di inserire nel collegio dei commissari la figura di Mario Venezia. Professore ordinario di diritto aziendale alla Sapienza. Tutto, dunque, per Ferrero procede secondo il piano di ristrutturazione del debito. Ora, così come per Eleven Finance, anche per Farvem il prossimo passo sarà l’adunanza dei creditori, fissata per il 25 novembre.

Le dichiarazioni di Vidal sul concordato Farvem

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Concordati Ferrero, Vidal conferma il piano di rientro di Farvem

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I creditori principali di Farvem, che ha le case popolari di Via Marcio Rutilio a Torre Spaccata, sono due veicoli NPL: Juno Spv ed Eagle Spv. Questi avranno venti giorni dal 25 novembre per dire sì alla proposta degli advisors Vidal e Ponti. Lo stesso Vidal al Secolo XIX ha spiegato che, nel caso di accettazione della proposta, si arriverà all’omologa, ma senza una tempistica prestabilita:

L’omologa non ha una tempistica normata, dipende dai carichi di lavoro del Tribunale di competenza. Potrebbero bastare 30 giorni come arrivare a sei mesi, come a un anno. Il nostro piano relativamente a Farvem prevede come prima soluzione la vendita del compendio immobiliare e come seconda soluzione la proposta dell’assegnazione ai creditori ipotecari dello stesso: abbiamo già ottenuto parere favorevole a questa datio in solutum da uno dei due creditori, siamo in attesa dell’altro.

Dopo l’omologa inizieranno i 30 mesi per pagare il debito attraverso la messa in atto del piano. Il quale, nel caso in cui non vengano soddisfatti i creditori con gli assets immobiliari prevede un apporto esterno di 4,5 milioni. Soldi messi a disposizione attraverso il Trust Rosan e che deriveranno dalla cessione di SportSpettacolo Srl, che detiene la Sampdoria.

Secondo quanto riporta il Secolo XIX, l’apporto di finanza esterna sarebbe quindi limitato a solo 4,5 milioni di euro.

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