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Sampdoria, grazie di tutto Ranieri, ma il futuro è altrove

di Massimiliano Lussana
Panchina Sampdoria Ferrero Ranieri

Sampdoria, grazie di tutto Ranieri, ma il futuro è altrove. La puntina di Massimiliano Lussana tra passato e futuro, di Ranieri ma non solo…

Innanzitutto, un pensiero all’ultima volta.

Perchè era l’8 marzo del 2020, avevamo saputo da pochissime ore che si sarebbe giocato a porte chiuse, perchè il Verona era una squadra del Veneto, dove c’era Vo’ Euganeo, e ancora nessuno di noi aveva contezza precisa di come sarebbe cambiata la nostra vita da lì a poco.

Ma già, entrando, si respirava un’atmosfera da vita sospesa, con i dispenser di igienizzante all’ingresso e la misurazione della febbre e della saturazione. Ecco, se io dovessi dire qual è il giorno in cui ho avuto precisa contezza della pandemia, direi allo stadio per quel Sampdoria-Verona, l’inizio di un nuovo mondo.

Sembrava quasi una preoccupazione eccessiva, era l’inizio di tutto. Per la cronaca, quel giorno – se non ricordo male l’ultimo prima della sospensione del campionato – contro la squadra di Juric, Ranieri mise a segno il primo tassello della splendida salvezza conquistata la scorsa stagione, nella quale dopo la sospensione del campionato la Sampdoria fu una delle squadre migliori, per risultati, ma anche per gioco. Stavolta, diciamolo tranquillamente, tutto è meno drammatico.

Da un lato perchè si sente lo splendido profumo della ripartenza e anche della riapertura degli stadi (E’ freschissimo il comunicato del sottosegretario alla Salute Andrea Costa, spezzino e appassionato di calcio: “Questa mattina ho incontrato il Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Gabriele Gravina, e il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino. Ci siamo confrontati sulla necessità di riaprire al più presto gli stadi, partendo già dalla finale di Coppa Italia, per lanciare un concreto segnale di speranza a tutto il settore e al Paese, dopo l’ok del Governo alla presenza di tifosi negli impianti sportivi in occasione degli Europei di Calcio. Abbiamo avuto modo poi di approfondire il progetto della “tessera sanitaria dell’atleta” e affrontato anche le problematiche legate alla situazione di alcuni stadi italiani”).

L’editoriale di Lussana: Sampdoria ringrazia Ranieri, ma il futuro è altrove

sampdoria napoli ranieri

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E da sabato primo maggio le ultime cinque giornate di campionato potrebbero essere aperte a mille spettatori a volta. Insomma, in attesa di tutto questo il clima della partita è quasi da amichevole e sembra di vedere due partite in una. Pessima la prima, con il Verona meritatamente in vantaggio che avrebbe meritato anche più di un gol di scarto e i giocatori inseriti dall’inizio, a partire dal mio amato Verre, che sono i più deludenti.

Ma ottima la seconda: Ranieri, che aveva sbagliato clamorosamente la formazione iniziale, è un mago dei cambi. E non ho alcun problema a dire che Keita Balde, che avevo pesantemente criticato nelle scorse settimane e di cui chiedevo il non utilizzo, è stato il migliore in campo, con le sue accelerazioni, con la sua capacità di bruciare gli avversari, con la forza, come una forza della natura, di procurarsi il rigore.

E, insieme a lui, ma questa non è una novità, è stato straordinario Audero. L’ennesima partita epica di una stagione epica, che a mio parere meriterebbe il coronamento con la convocazione per gli Europei. E Ranieri? Oggi non l’ho sopportato nel primo tempo e l’ho amato nel secondo.

E credo che i 39 punti di questa Sampdoria con il decimo posto in classifica siano davvero tanta roba, di questo gli va dato atto con assoluta onestà intellettuale. Detto questo, invece, non cambio idea sul fatto che credo che questa storia sia arrivata al capolinea.

Suggestioni per il futuro…

E penso che continuare a invocare la permanenza di Ranieri, a dispetto di una società non entusiasta, in verità non aiuti nessuno. Penso che occorra guardarsi in giro e, come mio solito, provo a fare qualche nome. Non ho mai nascosto la mia ammirazione per Alessio Dionisi, allenatore dell’Empoli capolista in serie B. Credo sarebbe perfetto per un progetto che metta insieme low budget, valorizzazione dei giovani e bel gioco programmatico.

Poi credo che Dejan Stankovic, in questo momento probabilmente in pole position, sia un nome che evoca vecchi successi e i consigli di Sinisa Mihajlovic vadano verso la costruzione di qualcosa di forte.

E infine sono d’accordo con Antonio Cassano: la suggestione più bella, la più spettacolare, la più emozionante, quella che vorrei, è quella di  Bielsa. “El loco” sì, ma anche capace di fare un gioco da impazzire d’amore.

Il racconto, un anno dopo, passa dalla paura alla speranza.  E’ comunque una grande vittoria.

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